Comma 188 – proposta alternativa

IL COSIDDETTO “COMMA 188”

tuttora in vigore dall’ormai lontano 2007, a tutt’oggi è l’unico elemento dirimente tra professionisti, semiprofessionisti e dilettanti.
E’ una norma palesemente anticostituzionale e andrebbe abrogata, ma contestualmente va sostituita con altra norma in favore del dilettantismo genuino che non crei concorrenza sleale.

L’argomento è parte integrante del Cap. 1 del MANIFESTO DEI MUSICISTI
dal titolo IL DILAGANTE SOMMERSO, LE ORIGINI E LE CONSEGUENZE

 

la pagina è stata revisionata
in data 28.05.2020

COME ARGINARE LA CONCORRENZA SLEALE  CHE NE DERIVA,
SENZA LEDERE I DIRITTI DEI SEMIPROFESSIONISTI E DEI MUSICISTI AMATORIALI?


Cosa è il c.d. “comma 188”?
Per l’esattezza è il comma n. 188 dell’art. 1 – L. n. 296/2006 e successiva modificazione.

E’ l’esenzione dal Certificato di Agibilità Inps (exEnpals) e dal relativo versamento dei contributi (fino a 5.000 euro l’anno) per:

1. i giovani fino a 18 anni e fino a 25 se studenti.
2. i pensionati oltre i 65 anni
3. i musicisti che hanno un’altro lavoro.

L’enunciato è il seguente:

“Per le esibizioni musicali dal vivo in spettacoli o in manifestazioni di divertimento o in celebrazioni di tradizioni popolari e folkloristiche effettuate da giovani fino a diciotto anni, da studenti fino a venticinque anni, da soggetti titolari di pensione di età superiore a sessantacinque anni e da coloro che svolgono una attività lavorativa per la quale sono già tenuti al versamento dei contributi ai fini della previdenza obbligatoria ad  una gestione diversa da quella per i lavoratori dello spettacolo, gli adempimenti di cui agli articoli 3, 4, 5, 6, 9 e 10 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, ratificato, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388, e successive modificazioni, sono richiesti solo per la parte della retribuzione annua lorda percepita per tali esibizioni che supera l’importo di 5.000 euro”.

La legge di riferimento è la c.d. “Finanziaria” per il lontano 2007. Legge che, a differenza del solito, era costituita da un unico articolo e tanti commi.
E’ risaputo che, in prima stesura il comma era stato pensato solo per gli eventi di tradizioni popolari e folcloristiche, ma arrivo in aula con l’aggiunta di “e in manifestazioni di divertimento”, … andando praticamente ad essere applicabile a tutto lo spettacolo musicale. Un disastro!

Ma, in origine, da cosa venne fuori il comma 188?
Accadeva all’epoca che i mandatari Siae, in ottemperanza della convenzione che li vedeva come “verificatori Enpals”, avendo presto capito che era controproducente per loro stessi fare “ispezioni” negli esercizi pubblici e nei tour dove i diritti d’autore sono alti e congrua è la loro percentuale, seminavano lo scompiglio in piccoli e irrilevanti pub, pizzerie del sabato sera e addirittura tra le bande e le corali amatoriali (specie nel nord-est), costringendo persino giovani bandisti alle prime armi, coristi amatoriali di cori folcloristici, ecc.,ad iscriversi all’Enpals come ordinari lavoratori dello Spettacolo. I committenti, allorché si recavano in Siae per pagare i diritti d’autore, venivano invitati a dotarsi del Certificato di Agibilità per i singoli artisti e i singoli eventi e a pagare i relativi contributi previdenziali.
Fu così che la ex senatrice Helga Thaler (del trentino) e altri colleghi parlamentari proposero questo succinto comma per la finanziaria per il 2007.
Però che all’ultimo momento, com’era di frequente nelle “finanziarie” fino a non molto tempo fa, accadde (come detto sopra) che altri parlamentari (?), evidentemente spinti da soggetti interessati,  – repetita iuvant – fecero aggiungere “e di divertimento”, forse neanche rendendosi conto del pasticcio che stavano combinando !?! … Infatti:

Vada per i giovani che muovono i primi passi. 
Vada per i pensionati che suonano in centri sociali e simili,
Ma non è possibile che, specie con la crisi occupazionale che nel 2007 già si stava delineando, chi ha la fortuna di avere un altro lavoro possa costare il 33% in meno di chi un altro lavoro non ce l’ha!
Oltretutto, in un settore dove raramente si chiede la “fattura”, il tetto dei 5.000 euro è a dir poco risibile.
Per di più, nonostante la norma si riferisca alle “esecuzioni dal vivo”, in mancanza di regole e di controlli, a tutt’oggi se ne approfittano ancora anche coloro che suonano in Playback e persino i “finti musicisti” che purtroppo dilagano sui palchi delle sale da ballo !?!

Questa non è una legge in favore del dilettantismo genuino, è una legge che da 13 anni, mette i musicisti l’un contro l’altro, alimenta il sommerso  e costringe chi non ha un secondo lavoro a dichiarare il falso!
Non ci vuole molto. … Una autocertificazione di avere una seconda posizione previdenziale su un pezzo di carta che non leggerà mai nessuno e via !?!

Vale anche la pena di leggere un esaustivo articolo tratto (paragrafi 4 e 5) da Dirittodautore.it a questo link , in rete già dal 2007, ma tutt’ora attuale.


 COME RISOLVERE IL PROBLEMA?

Abrogare il comma 188.

  • Contestualmente: introdurre una fascia di esenzione fiscale e previdenziale per TUTTI, indipendentemente se siano professionisti, semiprofessionisti, con lavoro primario, studenti, ecc.  basandosi principalmente su un unico principio:
    Eventi DAL VIVO e commercialmente irrilevanti!
    Cioè budget così incongruo da non poter pagare decorosamente gli artisti e ad un tempo di “metterli in regola”, altrimenti l’evento stesso non può essere effettuato. 
  • Allo scopo di ben perimetrare la fascia di esenzione occorre introdurre una norma specifica che definisca la musica dal vivo.

IPOTESI DI UN FASCIA DI DEFISCALIZZAZIONE SOSTITUTIVA DEL COMMA 188.

Si può fare, intervenendo sull’art. 67, comma 1, lettera m del TUIR (testo unico delle Imposte Dirette).
Redditi diversi (non imponibili fino a 10.000 euro).

E’ una conosciutissima norma, istituita svariati anni fa per lo sport dilettantistico e successivamente estesa ad alcune figure artistiche di bande e filodrammatiche.

Ecco come si presenta oggi la norma in questione.

“In ambito di eventi sportivi dilettantistici, sono esenti da imposte e contributi previdenziali:

m) le indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa, i premi e i compensi erogati ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche o amatoriali, e quelli erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione nazionale per l’incremento delle razze equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto (omissis).”

Premesso che questa norma andrebbe riformulata a prescindere.

Infatti non si capisce perché il beneficio spetti ai “direttori artistici” … che, si badi bene, non sempre sono “i maestri delle bande”, cioè quelli che nella maggior parte dei casi sacrificano il proprio tempo libero per questa encomiabile attività e che ben giustamente dovrebbero essere esentati da tasse e non solo, … bensì gli “organizzatori”, cioè quelli che hanno un ruolo molto più leggero e che spesso nelle bande amatoriali neanche ci sono.  Inoltre non si capisce nemmeno chi i siano collaboratori tecnici di una banda amatoriale o di una filodrammatica amatoriale. … I facchini, gli autisti. mah.
Considerato infine  che l’introduzione della estensione del beneficio avvenne in una delle tante finanziarie del passato dove era abituale il cd. “assalto alla diligenza” … deve essersi trattato di un pasticcio lessicale dell’ultimo momento. Non può essere altrimenti.

Premesso anche che per rendere la riformulazione il più semplice possibile, sarebbe utile che, come primo passo, l’attuale lettera “m” fosse ricondotta unicamente agli sportivi (come era in origine) e contestualmente fosse promulgato una specifica “mbis” per la musica, le  filodrammatiche, ecc.


Ecco in quattro punti “in rosso” la proposta sostitutiva del “comma 188”

BOZZA di m-bis – REDDITI DIVERSI (esenti)

 

… le indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa, i premi e i compensi erogati

 

1. ai direttori musicali, ai musicisti esecutori e ai coristi per esecuzioni DAL VIVO di orchestre, di bande musicali e di cori, in ambiti amatoriali o culturali.

Nota: questo primo punto andrebbe a ridefinire i principi della attuale lettera “m” modificandone i termini equivocabili.

2. ai musicisti esecutori e ai cantanti in spettacoli DAL VIVO in esercizi pubblici fino ad una capienza di … posti (50/100 ?) in presenza di almeno tre musicisti,  ovvero in eventi con pubblico di numero superiore se in presenza di formazioni musicali con almeno un elemento in più ogni 30 spettatori oltre i 100.

Nota 1: questo secondo punto andrebbe a sostituire letteralmente il comma 188.
Nota 2: la parte sottolineata e in corsivo è stata pensata per le cd. Big Band del jazz e per le formazioni orchestrali di musica classica, ma può essere cassata se si ritiene che il punto 1, con le diciture “musicisti” e “in ambiti amatoriali o culturali”, possa essere sufficiente allo scopo. L’emendamento ne verrebbe notevolmente semplificato

3. ad attori e registi di filodrammatiche amatoriali.

Nota: Questo terzo punto andrebbe a perfezionare il punto 1, riavvicinandolo al dettato dell’attuale lettera m che è appunto rivolto anche al teatro amatoriale.

4. ai promotori e collaboratori nell’ambito della educazione artistica dell’infanzia e della gioventù.

Nota: Questo quarto punto (in subordine) va introdotto ex-novo perché anche nelle scuole di musica c’è urgenza di una fascia di defiscalizzazione per gli insegnanti. Infatti, a causa delle LEZIONI INDIVIDUALI – rapporto uno a uno tra insegnante e allievo – la redditività delle scuole è così incongrua che è generalmente impossibile che siano “messi in regola”.
Beninteso, salvo i rari casi in cui le scuole possono permettersi rette alte o sono sovvenzionate da enti pubblici o da sponsor. Come dire che una ora di lezione individuale di musica “in regola” non potrebbe costare meno di 40/50 euro. Ma in genere il costo si aggira sui 20 euro, di cui almeno la metà è destinata alle spese correnti della struttura.

In merito alla problematica delle scuole di musica, vedasi l’intero secondo capitolo del Manifesto dei Musicisti


 La MUSICA DAL VIVO

Vale la pena di ricordare che la nostra definizione è stata inserita come “ordine del giorno” (ovvero: in appendice) nella Legge per la Musica 175/2017 recante il titolo di Codice dello Spettacolo.


CONTRIBUTI GRATUITI IN CASI PARTICOLARI

A rigor di logica, sarebbe anche auspicabile che ai musicisti professionisti che, per necessità, si trovassero ad operare negli eventi a basso budget (in esenzione) fossero riconosciuti i contributi previdenziali a titolo gratuito. Il costo potrebbe essere agevolmente supportato dall’avanzo di gestione dell’exEnpals. “Tesoretto” che era iniziato con 2 miliardi di euro nel momento in cui l’Enpals fu assorbito dall’INPS e che, rigenerato di anno in anno, è prossimo ai 5 miliardi di euro!

Sono denari della categoria dello Spettacolo e dovrebbero costituire un fondo a soccorso dei lavoratori dello spettacolo!
Dare a Cesare quel che è di Cesare!


IL PARALLELO CON LO SPORT E LA SIAE

Nello Sport le esenzioni sono da sempre basate sul medesimo principio cui si ispira la suddetta proposta di SOS MUSICISTI. E cioè, sulla congruità commerciale degli eventi. E non sull’età, sul doppio lavoro, ecc.

I “campionati” sono ben distinti tra professionali e dilettantistici dalle federazioni sportive.
Nel caso della musica, potrebbe essere la SIAE a individuare gli eventi commercialmente irrilevanti.
La Società degli autori, ben presente sul territorio con un alto numero di agenti, conosce perfettamente il n. dei posti dei teatri, degli esercizi pubblici o la congruità economica degli eventi all’aperto.


DEFINIZIONE DI “MUSICA DAL VIVO”

Non hanno alcun senso, né il comma 188 così com’é, né la sua eventuale sostituzione,
senza una LEGGE che a fronte del dilagare dell’uso delle basi musicali e del playback,
non stabilisca con efficacia cosa s’intende per “musica dal vivo” o  “esecuzioni dal vivo”.

Al momento c’è solo una circolare del Ministero delle Finanze del 2000
emessa, tra l’altro, per altra questione.

Clicca sull’immagine per accedere alla definizione formulata da SOS MUSICISTI
e alla circolare del Ministero delle Finanze


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