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Principali obiettivi dell’Associazione Nazionale SOS musicisti
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pagina aggiornata al 12 Gennaio 2008 -
Alla vigilia dell’insediamento
dell’attuale XVI legislatura e alla luce
delle precedenti esperienze sindacali,
il direttivo di
SOS musicisti (sodalizio di
recente rifondato come Associazione
Nazionale di Promozione Sociale), ha
deciso per l’immediato futuro di
orientare la propria attività
prevalentemente verso alcuni obiettivi
legislativi che hanno la caratteristica
di poter essere raggiunti a breve
termine con “microinterventi” sulle
normative già in essere, piuttosto di
percorrere ancora la strada della “legge
quadro sulla musica” di cui da anni si
discute, ma che appare tuttora di
difficile realizzazione.
I musicisti non possono
più aspettare!
Gli obiettivi
sono stati sintetizzati simbolicamente
in numero di dieci, ma nulla preclude
che, strada facendo, possano essere
modificati sia nel numero che nella
sostanza.
Altra
prerogativa di non poco conto di questi
obiettivi legislativi risiede nel fatto
che essi siano “a costo zero” o,
quantomeno, avrebbero costi irrilevanti
per lo Stato.
I musicisti si
accontentano di poco, non vogliono soldi
dallo Stato, non sono i piloti
dell’Alitalia e neanche si sono mai
sognati la “cassa integrazione”.
I musicisti
vogliono unicamente poter suonare senza
vincoli burocratici assurdi!
I musicisti
vogliono dallo Stato leggi chiare e
semplici!
I musicisti
vogliono “suonare” con dignità!
1. SOS musicisti concorda con
l’esclusione da ogni obbligo
E.N.P.A.L.S. (Agibilità, etc.)
per i musicisti dilettanti "genuini" che
suonano dal vivo (ex comma 188,
revisione in vigore dal 1° dic. 07),
ma questo articolo di legge va
necessariamente ancora ricorretto.
Tre sono i grossi problemi
che questa legge introduce:
1) Utilizzando le basi musicali, seppur
in forma collaterale, l’esecuzione è
ancora definibile “dal vivo”?
2) Come si può risolvere la situazione
di evidente svantaggio dei musicisti che
non rientrano nell’esenzione,
cioè proprio coloro che fanno il
musicista di mestiere?
3) Che senso ha stabilire la fascia di
esenzione di 5.000 euro l’anno, se è
praticamente impossibile controllare che
questo limite venga rispettato?
Se non si risolvono
questi problemi, questa legge è
assolutamente inadeguata se non
addirittura anticostituzionale!
Entra per i maggiori dettagli e le
possibili soluzioni
2. Abolizione totale e definitiva del
Certificato di Agibilità E.N.P.A.L.S.
Strumento
di controllo, da tempo anacronistico,
ora è rimasto di fatto ingiustamente
obbligatorio solo per i professionisti.
Entra per i
maggiori dettagli e le possibili
soluzioni
3. Una previdenza adeguata alla
professione di musicista.
Con le attuali norme la pensione appare
sempre più una “chimera”.
Premesso che le normative sono
fondamentalmente diverse per gli
iscritti all’ENPALS prima o dopo il 1°
gennaio 98, si individuano almeno i
seguenti punti d’intervento.
a) Per la prima fascia (iscritti prima
del 1 gennaio ’96) è necessario
abbassare il numero dei contributi
necessari per il computo di una
annualità contributiva e/o introdurre
meccanismi ulteriori di “versamenti
volontari”. Inoltre occorre semplificare
le regole inerenti il "cumulo" dei
contributi per i musicisti con ulteriore
posizione previdenziale. Al momento
esiste una specifica convenzione tra l’ENPALS
e l’INPS, ma non con gli altri Enti
previdenziali.
b) Per la seconda fascia (iscritti dopo
del 1 gennaio ’96) occorre anche
reintrodurre la possibilità di
pensionamento con cinque anni di
anticipo. Questa era forse l'unica
autentica agevolazione concessa ai
musicisti fin dall'47, anno di
fondazione dell'E.N.P.A.L.S.
Per gli iscritti dal 1°
gennaio 96, purtroppo non è più così! O
meglio, la condizione per uscire in
pensione prima dell’età massima (65 anni
o quel che sarà in futuro) è di 4.800
contributi e un arco lavorativo di
minimo 40 anni.
4. Abolizione dell'IVA ed altri
incentivi fiscali per le scuole private
di musica di ogni genere anche rese da
istituzioni non riconosciute. In merito
all’IVA, tenendo presente che
l’esenzione già esiste per le scuole
"riconosciute" dalle pubbliche
amministrazioni, sarebbe anche
sufficiente semplificare le regole per
il “riconoscimento”.
a) L'abolizione dell'IVA si rende
necessaria per evitare che tale
attività, di indubbia valenza culturale,
ma a bassissima redditività, per forza
di cose venga esercitata nel "sommerso"
o con soluzioni fiscali funamboliche.
b) Parallelamente, l'area no-tax di
7.500 euro, già in essere per gli
istruttori di Sport e gli istruttori
delle bande musicali amatoriali va
estesa anche ai musicisti/insegnati che
operano nelle scuole private sia
“riconosciute” che “non riconosciute”, o
anche presso il proprio domicilio o
quello degli allievi. Si ricorda che
questi 7.500 euro “esentasse” sono una
sorta di rimborso a forfait, anche per
quegli istruttori che hanno un lavoro
prioritario. Ad esempio gran parte dei
“maestri” di banda sono insegnanti
statali alle scuole medie. Da ciò deriva
la giustificazione dell’ulteriore
provvedimento di cui al punto
successivo.
c) Per i musicisti/insegnati senza
altra occupazione primaria e con spese
di produzione a proprio carico, l'area
no-tax va ulteriormente elevata.
Possibilmente “raddoppiata”.
Il costo per lo Stato di questo
provvedimento sarebbe irrilevante poiché
il settore, fintanto che resta nel
sommerso (come accennato al punto “a”) è
assolutamente improduttivo ai fini
fiscali.
Per saperne di più vedasi
la relazione sulle scuole di musica
nell’apposita rubrica.
5. IVA al 4% su CD e DVD musicali e
sugli strumenti musicali a valenza
culturale e didattica.
In modo da incrementare
la diffusione della cultura musicale
fortemente in crisi nel nostro Paese.
Il costo per lo Stato per la riduzione
dell’IVA su CD e DVD sarebbe irrilevante
poiché è noto che questo settore è in
crisi profonda per via della pirateria a
mezzo cosiddetti Mp3, e in pratica i
supporti fonografici “fisici” sono ormai
avviati ad un processo di “estinzione”.
6. IVA al 10% sui
contratti per le prestazioni di
spettacolo di qualsiasi genere.
Il provvedimento si rende
necessario per risolvere in via
definitiva una diatriba con l’AE delle
entrate che si trascina ormai da anni,
con interpretazioni discutibili sulla
legge attuale. Altresì l’IVA “agevolata”
ridarebbe ossigeno ai cachet degli
artisti che sono in ogni caso l’anello
più debole della catena e, parimenti,
sarebbe un disincentivo al sommerso o al
deprecabile fenomeno delle
“sottofatturazioni”.
7. Revisione delle normative per gli
Agenti di Spettacolo, Impresari e
Produttori.
SOS musicisti appoggerà con
determinazione quelle proposte di legge
volte all’istituzione di una IDONEA
LICENZA per i “venditori di spettacoli
musicali”, con rigidi riferimenti
deontologici a tutela dell’immagine e
del giusto compenso dei musicisti.
Da tempo purtroppo accade che sedicenti
“impresari” improvvisati e
spregiudicati, pur di entrare o di
“tenersi a galla” in questo
incontrollato settore, abbassino i
cachet degli artisti oltre ogni limite
di decenza. Ma
gli agenti di spettacolo, gli
“impresari”, i produttori vendono ESSERI
UMANI e non derrate alimentari o altri
prodotti, come fanno in genere i
rappresentanti di commercio!
8. Revisione delle normative per le
autorizzazioni agli spettacoli musicali.
Agibilità prefettizia (iperobsoleta),
orari dei locali, sicurezza,
inquinamento acustico, ecc.
E' necessario che queste normative
vengano stabilite di concerto con chi la
musica la fa, cioè, i musicisti.
9. Revisione delle tariffe
della S.I.A.E.
Talune tariffe (feste di piazza e feste
private in primis) sono eccessivamente
esose e inevitabilmente incidono sui
cachet dei musicisti che rappresentano
l’anello più debole della catena.
Rimettendo “opportuno equilibrio” nel
tariffario, riducendo gli sprechi e
intervenendo, se necessario, anche nel
sistema di ripartizioni dei diritti
d’autore, le tariffe potrebbe essere
ricondotte entro i margini della
“ragionevolezza”, senza nulla togliere
ai compositori meritevoli e senza
intaccare le provvigioni degli agenti
mandatari.
A differenza dei primi otto, questo
obiettivo non è di carattere
legislativo, ma va perseguito
confrontandosi con la SIAE.
10. Rivalutazione dei compensi
Attivare tutti i meccanismi possibili
per ostacolare quelle forme di
concorrenza sleale e di speculazioni
commerciali che hanno portato i compensi
dei musicisti a livelli indecorosi.
Questo ultimo obiettivo non è
legislativo, ma è l’affermazione di un
principio concretizzabile solo
unitamente alla soluzione dei precedenti
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