Comma 188 – proposta alternativa

IL “COMMA 188”

COME ARGINARE LA CONCORRENZA SLEALE  CHE NE DERIVA,
SENZA LEDERE I DIRITTI DEI SEMIPROFESSIONISTI E DEI DILETTANTI “GENUINI”
– argomento correlato al cap. 1 – regolamentazione del comparto amatoriale-
In data 04.11.17 la pagina è entrata in revisione.
ci scusiamo per le inesattezze.

A breve la revisione sarà completata.

Comma 188

Il cosiddetto COMMA 188, tuttora in vigore da ormai 10 anni,
è l’unico elemento dirimente tra professionisti, semiprofessionisti e dilettanti.
E’ decisamente anticostituzionale,
perché foriero di concorrenza sleale.


Cosa è il c.d. “comma 188”?
Per l’esattezza è il comma n. 188 dell’art. 1 – L. n. 296/2006 e successiva modificazione.

La legge di riferimento fu la “Finanziaria” per il 2007 che, a differenza del solito, era costituita da un unico articolo e tanti commi.

Appunto in quello n. 188 era introdotta l’esenzione dalla Agibilità Enpals e dai contributi (- 33%) per gran parte di categorie probabilmente amatoriali o semiprofessionali:

“Per le esibizioni musicali dal vivo in spettacoli o in manifestazioni di intrattenimento o in celebrazioni di tradizioni popolari e folkloristiche effettuate da giovani fino a diciotto anni, da studenti fino a venticinque anni, da soggetti titolari di pensione di età superiore a sessantacinque anni e da coloro che svolgono una attività lavorativa per la quale sono già tenuti al versamento dei contributi ai fini della previdenza obbligatoria ad  una gestione diversa da quella per i lavoratori dello spettacolo, gli adempimenti di cui agli articoli 3, 4, 5, 6, 9 e 10 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, ratificato, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388, e successive modificazioni, sono richiesti solo per la parte della retribuzione annua lorda percepita per tali esibizioni che supera l’importo di 5.000 euro”.


Per capire l’evidente concorrenza sleale che ne deriva si torni al cap. 1 del Manifesto dei Musicisti.
Vale anche la pena di leggere un esaustivo articolo tratto da Dirittodautore.it a questo link , in rete già dal 2007, ma tutt’ora attuale
Di questo aricolo si vedano soprattutto i paragrafi 4 e 5.


 COME RISOLVERE IL PROBLEMA?

  • Abrogare il comma 188.
  • Contestualmente: introdurre una fascia di defiscalizzazione per TUTTI, indipendentemente se siano professionisti, semiprofessionisti, con lavoro primario, studenti, ecc.  basandosi principalmente su un unico principio:
    Che si tratti di eventi dal budget incongruo per pagare decorosamente un gruppo di artisti DAL VIVO e “metterli in regola”, pena che l’evento stesso non possa essere effettuato. Es. Locali fino a 100 posti, considerando anche che tra non molto, in questa tipologia di locali la Siae sarà gratuita o al massimo si pagherà una cifra simbolica. 
  • Introdurre una norma specifica che definisca la musica dal vivo

Come individuare la fascia di defiscalizzazione?

Intervenendo sull’art. 67, comma 1, lettera m del TUIR (testo unico delle Imposte Dirette.
Redditi diversi (non imponibili fino a 7.500 euro).

E’ una conosciutissima norma, istituita svariati anni fa per lo sport dilettantistico e successivamente estesa ad alcune figure artistiche di bande e filodrammatiche.

Ecco come si presenta oggi la norma in questione.

“Sono esenti da imposte e contributi previdenziali:

m) le indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa, i premi e i compensi erogati ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche o amatoriali, e quelli erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione nazionale per l’incremento delle razze equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto (omissis).”

Premesso che, in ogni caso la norma andrebbe riformulata a prescindere, in quanto non si capisce perché il beneficio spetti ai “direttori artistici” … che, si badi bene, non sempre sono “i maestri delle bande”, cioè quelli che nella maggior parte dei casi sacrificano il proprio tempo libero per questa encomiabile attività, bensì gli “organizzatori”, che, nel gergo comune in ambito artistico, sono coloro che provvedono alla organizzazione dei tour.  Inoltre non si capisce nemmeno chi i siano collaboratori tecnici di una banda amatoriale o di una folodrammatica amatoriale. … I facchini, gli autisti. Mah.  … Considerato infine  che l’introduzione della estensione del beneficio avvenne in una delle tante finanziarie del passato dove c’era l’ “assalto alla diligenza” … deve essersi trattato di un pasticcio lessicale dell’ultimo momento. Non può essere altrimenti.


E’ quindi palese che il sottocomma di cui alla lettera “m” andrebbe riformulato.

Essendo quindi evidente che la confusione fu generata quando con l’estensione a bande de filodrammatiche amatoriali (direttori artistici, collaboratori tecnici !?!), la miglior cosa sarebbe che innanzitutto la norma fosse ricondotta unicamente agli sportivi, come era in origine e contestualmente fosse promulgato un sottocomma specifico  “mbis” per la musica, le  filodrammatiche, ecc.  …  Di seguito, un esempio suddiviso in quattro chiarissimi sub-sottocommi.

Si noti che per la musica abbiamo fatto riferimento a uno storico precedente legislativo dell’ultima ora. L’art. 45 del Dls 35/2017, che a partire dal prossimo anno (data non certa) prevede l’esenzione dal pagamento dei diritti d’autore nei locali fico a 100 posti. Il motivo? Incentivo alla cultura.
In subordine, si potrebbero ricondurre alla medesima area no-tax anche l’attività dei musicisti/insegnanti (vedasi al successivo p. 4).


Ecco quindi in quattro punti “in rosso” la
BOZZA di m-bis – REDDITI DIVERSI (esenti)

 

… le indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa, i premi e i compensi erogati

 

1. ai direttori musicali, ai musicisti esecutori e ai coristi per esecuzioni DAL VIVO di orchestre, di bande musicali e di cori, in ambiti amatoriali o culturali.

Nota: questo primo punto andrebbe a ridefinire i principi della attuale lettera “m”, con una terminologia non equivocabile.

2. ai musicisti esecutori e ai cantanti in spettacoli DAL VIVO in esercizi pubblici fino ad una capienza di cento posti in presenza di almeno tre musicisti,  ovvero in eventi con pubblico di numero superiore se in presenza di formazioni musicali con almeno un elemento in più ogni 30 spettatori oltre i 100.

Nota 1: questo secondo punto andrebbe a sostituire letteralmente il comma 188.
Nota 2: la parte sottolineata e in corsivo è stata pensata per le Big Band del jazz e per la classica, ma può essere cassata, ma se si ritiene che il punto 1, con le diciture “musicisti” e “in ambiti amatoriali o culturali”, possa essere sufficiente allo scopo. L’emendamento ne verrebbe notevolmente semplificato

3. ad attori e registi di filodrammatiche amatoriali.

Nota: Questo terzo punto andrebbe a perfezionare il punto 1, riavvicinandolo al dettato dell’attuale lettera m.

4. ai promotori e collaboratori nell’ambito della educazione artistica dell’infanzia e della gioventù.

Questo quarto punto (in subordine) va introdotto ex-novo perché anche nelle scuole di musica c’è urgenza di una area no-tax per gli insegnanti. Infatti, a causa delle LEZIONI INDIVIDUALI – rapporto uno a uno tra insegnante e allievo – la redditività è così bassa che è pressoché impossibile tenerli “in regola”. Beninteso, salvo i rari casi in cui le scuole sono sovvenzionate da enti pubblici o da sponsor.

In merito alla problematica delle scuole di musica, vedasi l’intero quarto capitolo del Manifesto dei Musicisti


 La MUSICA DAL VIVO

Appare anche evidente che, per aver  evitare abusi lo Stato si doti di una definizione di musica dal vivo.
All’uopo ricordiamo che una nostra definizione è stata già proposta in diverse sedi, tra le quali la Commissione Cultura del Senato, la Siae, e lo stesso Ministero dei Beni e delle attività Culturali (MIBACT).


CONTRIBUTI GRATUITI IN CASI PARTICOLARI

A rigor di logica, sarebbe anche auspicabile che ai musicisti professionisti che, per qualsiasi ragione, si trovassero ad operare negli eventi a basso budget (in esenzione) fossero riconosciuti i contributi previdenziali a titolo gratuito. Il costo potrebbe essere agevolmente supportato dall’avanzo di gestione dell’exEnpals. “Tesoretto” che era iniziato con 2 miliardi di euro nel momento in cui l’Enpals fu assorbito dall’INPS e che, rigenerato di anno in anno, ha superato i 4 miliardi di euro!

Sono denari della categoria dello Spettacolo e dovrebbero costituire un fondo a soccorso dei lavoratoi dello spettacolo!
Dare a Cesare quel che è di Cesare!


IL PARALLELO CON LO SPORT

Clicca sull’immagine per maggiori approfondimenti

Nello Sport le esenzioni sono da sempre basate sul medesimo principio cui si ispira la suddetta proposta di SOS MUSICISTI. E cioè, sulla congruità commerciale degli eventi. E non sull’età, sul doppio lavoro, ecc.

I “campionati” sono ben distinti tra professionali e dilettantistici.
Nel caso della musica, Si tratterebbe solo di individuare gli eventi commercialmente irrilevanti (fino a 100 posti) e questo lo può fare tranquillamente la S.I.A.E.  che, ben presente sul territorio, conosce perfettamente il n. dei posti dei teatri, degli esercizi pubblici e la congruità economica degli eventi.
Per di più: appare presumibile che la Siae lo farà a prescindere, dovendo ottemperare al dettato dell’art. 45 (dlg. 35/17) per cui fino a 100 posti, non potrà più imporre il pagamento dei diritti d’autore.

A tal proposito vale la pena di legge il nostro articolo del 29.09.2017


DEFINIZIONE DI “MUSICA DAL VIVO”

Non hanno alcun senso, né il comma 188 così com’é, né la sua eventuale sostituzione,
senza una LEGGE che a fronte del dilagare dell’uso delle basi musicali e del playback,
non stabilisca con efficacia cosa s’intende per “musica dal vivo” o  “esecuzioni dal vivo”.

Al momento c’è solo una circolare del Ministero delle Finanze del 2000
emessa, tra l’altro, per altra questione.

Clicca sull’immagine per accedere alla definizione formulata da SOS MUSICISTI
e alla circolare della Agenzia delle Entrate


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