15.02.2026
a cura di Victor Solaris (articolo aggiornato)
NUOVO RINVIO!
Il maxi-decreto attuativo del (nuovo) CODICE DELLO SPETTACOLO – Legge 106 del 15 luglio 2022 (la grande riforma che si attende da decenni) – sarà emesso entro il 31 dicembre 2026.
Questa è la BOZZA DEL DECRETO
C’è di tutto, tranne che la riforma dell’INPS/ex Enpals !?!
Proprio quello che interessa maggiormente alla grande platea dei musicisti e cantanti di ogni genere musicale, e perché no, anche dei DJ e animatori.
Vale la pena di ricordare che, già nel 2017, la riforma, che si attendeva da decenni, era stata firmata dal presidente della Repubblica (L. 175 del 22 nov. 2017), ma in merito non furono mai emessi i decreti attuativi (sic!).
Salvo l’istituzione del Consiglio Superiore dello Spettacolo (iniziativa non sostanziale) e l’introduzione della INDENNITA’ DI DISCONTINUITA’, quest’ultima che, tutto sommato, incide pochissimo sul reddito degli artisti, soprattutto in considerazione della scarsa dotazione finanziaria: 40 milioni di euro (100 euro, solo per il primo anno) a fronte di oltre un miliardo di euro che spende annualmente la Francia, l’unica nazione dove esiste questo provvedimento per gli artisti dello spettacolo.
In sostanza, il CODICE del 2017 cadde nel dimenticatoio dell’allora governo Paolo Gentiloni – PD.
Ad ogni modo, considerando che il “nuovo” CODICE dovrebbe prevedere anche quanto disposto nel precedente, come SOS MUSICISTI sentiamo il dovere di continuare a sostenere quella parte della legge che riguarda più direttamente il principale scopo del nostro sodalizio, la soluzione dell’angoscioso problema dell’Enpals. Materia che nella precedente legge del 2017 era descritta nella lettera L dell’art. 2 (comma 4), laddove si legge testualmente:
Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per (omissis) il riordino e introduzione di norme che, in armonia e coerenza con le disposizioni generali in materia, disciplinino in modo sistematico e unitario, con le opportune differenziazioni correlate allo specifico ambito di attività, il rapporto di lavoro nel settore dello spettacolo, nel rispetto, quanto agli aspetti retributivi, dell’articolo 36 della Costituzione e dell’articolo 2099 del codice civile, tenuto conto anche del carattere intermittente delle prestazioni lavorative con riferimento alle specificità contrattuali e alle tutele sociali, ANCHE PREVIDENZIALI e assicurative;
Come dire che il governo era ed è impegnato a provvedere alla revisione dell’INPS/ex Enpals a misura delle attuali esigenze degli artisti dello spettacolo.
Infatti, l’intera normativa normativa previdenziale degli artisti, un tempo ottimale, a seguito delle attività che nel tempo sono diventate sempre più saltuarie, non sono più adeguate, ma ostacolanti delle attività lavorative.
La consguenza? Il settore è quasi per la totalità nel sommerso… e la pensione per i musicisti è ormai una autentica chimera!
Per inciso: Nelle 50 parole della suddetta lettera L (riportate sopra in corsivo), su 5.000 parole circa della intera legge si riassumono le innumerevoli rimostranze presentate in questi ultimi anni da SOS MUSICISTI, in occasione dei tanti incontri con parlamentari, dirigenti istituzionali, ecc., e nelle “memorie” presentate alla Commissione del Senato nella fase progettuale della legge stessa.
Il problema è ampiamente descritto nel 1° capitolo del MANIFESTO DEI MUSICISTI
ANDIAMO CON ORDINE
1. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 22 nov. 2017, aveva finalmente firmato la legge delega della riforma (il Codice – L. 175/2017) ed entro 12 mesi, dovevano essere emessi i “decreti attuativi”, ossia le riforme vere e proprie.
Come sopra ricordato, ahimè, la legge cadde nel dimenticatoio.
2. Tra il 2019 e 2020, ci fu una storica iniziativa parlamentare: INDAGINE CONOSCITIVA SU LAVORO E PREVIDENZA NELLO SPETTACOLO, alle cui audizioni partecipammo anche noi di SOS MUSICISTI rilasciando una esaustiva memoria.
A questo link potete trovare un articolo in merito e anche tutti i video delle audizioni.
https://www.sosmusicisti.org/indagine-conoscitiva-su-lavoro-e-previdenza-nello-spettacolo/
3. Nel settembre 2022 l’intera legge fu rimaneggiata e firmata di nuovo dal Presidente della Repubblica con il numero: 106/22, ma nei 12 mesi prescritti … di decreti attuativi … neanche l’ombra!
4. Solo in questa 19a legislatura il CODICE ha ripreso il suo iter!
L’On. Gianmarco Mazzi, sottosegretario al ministero della Cultura (con delega allo Spettacolo), nel settembre 2023, come prima azione, promosse un ulteriore giro di audizioni dove, come in precedenza, ha partecipato anche il sottoscritto (Victor Solaris), e nella circostanza illustrai per l’ennesima volta la problematica Enpals, anche anticipando qualche suggerimento per l’immediato.
Devo riconoscere che l’On. Mazzi era stato molto attento, ma concluse sottolineando che quella dell’Enpals non è materia del Ministero della Cultura, quanto piuttosto di quello del Lavoro. E devo ammettere che non aveva torto.
L’On. Gianmarco Mazzi,
dal 22 nov. 2022
sottosegretario al Ministero della Cultura
con delega allo Spettacolo.
L’On. Mazzi è il rappresentante del governo che si sta occupando del CODICE DELLO SPETTACOLO.
5. Ai primi del 2024, il governo (con specifico decreto), in previsione di una materia così densa di problematiche, ha stabilito una nuova scadenza: l’emissione dei decreti è stata fissata per metà agosto 2025.
6. Nell’imminenza della nuova scadenza (agosto 2025)… un ulteriore rinvio!
La nuova scadenza è fissata per il 31 dicembre 2026.
Nel frattempo è stata pubblicata una copiosa BOZZA del decreto attuativo. Come dire… un unico maxi-decreto, ma, ahimé, non c’è nessun cenno in merito alla riforma dell’Enpals!
Probabilmente Il sottosegretario Mazzi, vista la complessità della materia, ha ritenuto di passare la palla al Ministero del Lavoro.
In effetti la Previdenza (l’INPS) è di competenza del MILAV, non per niente una volta si chiamava Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.
IN CONCLUSIONE
Comunque la mettiamo, una cosa è certa:
NON SE NE PUO’ DI QUESTE LUNGAGGINI.
Anche una riforma dell’Enpals (o Inps/ex Enpals – chiamatelo come vi pare) fatta con piccole migliorie (micro-emendamenti) andrebbe così per le lunghé che tanto vale prendere un’altra strada: La SOPPRESSIONE TOTALE dell’Ente e la migrazione degli artisti nella ben più agevole GESTIONE SEPARATA.
Via l’Agibilita’, via i versamenti “a giornata”, ecc., come avviene in Germania e come è avvenuto nel nostro paese con la recente riforma per gli sportivi che, non tutti sanno, fino a qualche anno fa erano iscritti anche loro all’Enpals.
Beninteso, facendo bene attenzione che i contributi finora accumulati vadano adeguatamente compensati.
Infine. In quanto alle fatturazioni dei servizi di spettacolo, gli artisti che svolgono anche altre attività autonome dovranno poter fatturare con la medesima partita Iva di cui già sono in possesso, senza doversi impantanare nella doppia posizione previdenziale!
Allo scopo, come Sos Musicisti, abbiamo promosso un SONDAGGIO per sentire il parere del popolo dei musicisti, dei cantanti, dei DJ e di chiunque abbia (o abbia avuto) a che fare con l’ENPALS, … ancorché pensionati.
COMPILATE IL MODULO DEL SONDAGGIO E DIFFONDETELO IL PIU’ POSSIBILE.
https://forms.gle/axAbDnZo4iEevf568
Per contare ai tavoli che contano occorre essere rappresentativi del maggior numero di musicisti e cantanti.
ADERITE A SOS MUSICISTI.
Cliccate sul link e compilate il modulo di adesione. Bastano due minuti e SI PUO’ ADERIRE ANCHE A TITOLO GRATUITO, però, il nostro sodalizio non gode di alcun contributo, quindi l’acquisto della tessera (solo 15 euro) è l’unico mezzo di sostegno per proseguire con l’attività para-sindacale.
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