Risposta: I contributi Enpals non vanno mai persi, però potrebbero cambiare le regole.
Posto che si va in pensione con il “fondo pensionistico” del lavoro prevalente, bisogna distinguere almeno due casi.
1. Se il soggetto va in pensione col lavoro INPS, i contributi Enpals gli verranno riconosciuti nel montante e quindi prenderà proporzionalmente una pensione maggiore.
2. Se il soggetto non ha almeno vent’anni di contribuzione nel secondo lavoro (INPS) da quando ha cambiato mestiere, i contributi Enpals gli verranno conteggiati non a 120 = un anno, ma 312 = un anno.
Questa è una grossa illogicità che potrebbe pregiudicare completamente la domanda di pensione.
Esempio di illogicità.
Nel secondo lavoro (Inps), il richiedente ha 15 anni di contributi. Come musicista (Enpals) ne ha 5, cioé 5 x 120 o una media comunque per un totale di 600. In tal caso i contributi Enpals non arriverebbero a 2 anni INPS. Cioè, in totale il richiedente ha 17 anni scarsi di contribuzione. Il diritto non sussiste! … Non c’è logica che tenga!

Una delle battaglie di SOS MUSICISTI è diretta a fa sì che, in questi casi, i contributi Enpals valgano sempre e comunque 120 = un anno.