Risposta.  Sì. Salvo due eccezioni.
1. I liberi professionisti (in genere: registi, Grandi Cantanti lirici, grandi concertisti e pochi assimilabili
2. I musicisti che, di loro volontà, si avvalgono della norma “lavoratore autonomo esercente attività musicale”, di cui alla faq. 4.

Nota 1
Le normative Enpals volevano (e vogliono) che il contributo sia a carico del committente anche nel caso dei liberi professionisti, salvo il caso di cui sopra, “lavoratore autonomo esercente attività musicale”, norma che, vale la pena di sottolineare, nel 2003 ha introdotto una facoltà e non un obbligo.

Nota 2
Il Codice Civile (art. 2094) descrive le caratteristiche del lavoratore subordinato.

  • lavora in luoghi stabiliti dal committente,
  • è soggetto ad un orario stabilito non da lui stesso, ma sempre dal committente,
  • (il musicista o il gruppo) DEVE eseguire repertorio consono al gradimento del pubblico nel rispetto delle indicazioni del committente, ecc.

Ne dovrebbe conseguire che, a nulla vale il luogo comune di chi dice: “io sono un free lance, lavoro come e quando decido io, e suono quello che mi pare”. … E verosimile affermare che sono effettivamente lavoratori autonomi unicamente:

1. Grandi concertisti e cantanti della Lirica (Liberi professionisti)
2. Cd. Vip della musica pop (Liberi Professionisti)
3. Musicisti e/o compositori che operano nel proprio studio senza obblighi di coordinamento col committente (Liberi Professionisti)
4. Musicisti di strada.

INFINE
Si veda attentamente nelle faq successive perché, in ogni caso, l’Agibilità Enpals e i relativi oneri  finiscono per ricadere quasi sempre sugli artisti stessi.