La tutela artistica non è riferita solo opere e al diritto d’autore; di questi aspetti affascinanti parleremo molto in questa rubrica.

Apriamo questo spazio parlando della tutela dell’immagine, del nome e dei diritti della personalità degli artisti e/o persone note: una tematica di estremo interesse, raramente definita con sentenze dei giudici, perché spesso le parti risolvono i conflitti con accordi riservati.

Ci sono, però, alcuni precedenti che confermano quanto la nostra normativa di settore sia molto efficace per questo tipo di tutela, a dispetto della contraria e diffusa opinione.


Uno dei primi casi riguardava il leggendario calciatore Sandro Mazzola: una società di giocattoli aveva messo in commercio un pupazzo con le sue fattezze, senza chiedergli alcun consenso. Mazzola nel 1979 vinse la causa, e la Cassazione per quel caso si ispirò addirittura al suo precedente (1975) che aveva riguardato l’abuso delle immagini della Regina Soraya di Persia.

Più recente, invece, il “caso Hepburn”: i figli dell’attrice, titolari del diritto a prestare il consenso per l’utilizzo del nome e dell’immagine della madre, hanno contestato ad una società italiana l’utilizzo indebito dell’immagine dell’attrice, chiedendo il risarcimento dei danni.


La società ha negato ogni addebito precisando che – per le pubblicità – aveva utilizzato una modella “sosia” che osservava la vetrina di una gioielleria.
Il Tribunale di Milano (2014) ha dato ragione agli eredi e condannato la società: la tutela dell’immagine si estende anche ad elementi non direttamente riconducibili alla persona stessa (abbigliamento, ornamenti, trucco), poiché nella mente del consumatore richiamano quel personaggio cui essi sono legati.

Questa stessa impostazione era stata data dal Pretore di Roma nel 1984: aveva accolto le domande di Lucio Dalla che contestava ad una produttrice di apparecchi musicali l’utilizzo dell’immagine di uno zucchetto e di un paio di occhialetti a binocolo.
Il cantante ha dimostrato che questi due oggetti costituivano gli elementi distintivi della sua attività artistica, e che il loro uso senza autorizzazione per fini pubblicitari doveva ritenersi illecito.

Nel concetto d’immagine, quindi, non rientrano soltanto le fattezze della persona, ma anche altri elementi che consentano l’identificazione della persona stessa.

A volte, come accaduto a Shakira, il nome e/o l’immagine della persona nota formano oggetto di marchi di impresa: in questi casi la tutela è data dall’art. 8 del Codice delle Proprietà Intellettuali (Ritratti di persone, nomi e segni notori) che vieta assolutamente tale utilizzo indebito.