14.07.23 – SIAE. Una importante novità non inserita nell’ordinanza di ripartizione 2023.
(a cura di Victor Solaris)
Posto che l’ordinanza in questione è da tempo on line sul sito della Siae:
https://d2aod8qfhzlk6j.cloudfront.net/SITOIS/Ordinanza_Ripartizione_Musica_2023_89810cc72d.pdf

la novità riguarda i trattenimenti privati. Circoli, Matrimoni, Prime Comunioni, anniversari, meeting, ecc.

A partire dall’8 luglio c.a., fatta eccezione per i trattenimenti in circoli di Associazioni che hanno stipulato convenzioni che autorizzano “controlli in via riservata”, i borderò per i banchetti di Matrimoni, ecc. non verranno più assegnati.

Breve analisi della questione.

Non tutti sanno che, nei banchetti di “matrimoni, Prime Comunioni, ecc.” i relativi borderò, ancorché pazientemente e correttamente compilati, finivano nel cd. calderone (ripartizione proporzionale), di conseguenza, la compilazione del borderò (che venivano comunque letti dal sistema) era del tutto inutile.
La giustificazione della Siae era che in quella tipologia di eventi privati gli ispettori non possono entrare per fare le verifiche “segrete”.
Mah… sarà!
Comunque e in ogni caso, a partire appunto dall’8 di luglio (in corso) i borderò (ancorché digitali) non vengono nemmeno più assegnati.
Che dire?
Finita la tortura di dover compilare il borderò quando c’è già l’altra “tortura”… quella di smontare e ricaricare l’impianto, ecc.?
Certamente sì, però corre d’obbligo una riflessione.
Non essendoci più la “lavorazione” dei pur inutili borderò, la Siae avrà dei notevoli risparmi di gestione … non sarebbe il caso di abbassare le tariffe? (*)

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Qualche ulteriore informazione sui borderò negli esercizi pubblici dove i borderò dal 1° gennaio erano esclusivamente digitali.

Non tutti sanno che, appunto dal 1° gennaio, gli incassi relativi a eventi musicali in bar, pub, jazz club, ecc.  sono ripartiti al 100% in analitico (si veda l’ordinanza al punto 4.1) e questa novità, che si aspettava da tempo, avrebbe dovuto incrementare gli incassi dei piccoli autori che eseguono propri brani, ma il condizionale è d’obbligo.
Attenzione, infatti, a non compilare i borderò in maniera scorretta … per due motivi.
1. L’algoritmo.
Da tempo, è stato adottato un algoritmo per cui, se un borderò si discosta troppo dalla media dei brani “conosciuti” e maggiormente richiesti dal pubblico, l’algoritmo lo considera non verosimile e il borderò va nel cd. “calderone” … oltretutto senza nessun preavviso!
Inoltre, da analisi compiute in questi ultimi anni, la Siae ha rilevato innumerevoli “catene di S. Antonio” del tipo: … “siamo in sei e mettiamo tot brani a testa, ecc.” … insomma, avete capito !?!
Ebbene, l’algoritmo ha censito anche questi brani “sospetti” e può accadere che, insistendo nel “segnarli” ancora, possa far invalidare l’intero borderò.
E proprio questo potrebbe essere il motivo per cui tanti lamentano che dalla Siae “arriva poco o niente”.
Ovviamente, se si ritiene di essere stati penalizzati ingiustamente, ovvero che i vostri brani li avete eseguiti veramente, ma l’incasso vi sembra incongruo, potete sempre fare ricorso e chiedere il riconteggio dei borderò esclusi dalla ripartizione.
A tale scopo, prendete sempre nota dei n. dei borderò che compilate perché semestralmente la Siae pubblica i n. di tutti i borderò annullati.
Fate ricorso e vi saranno riaccreditati i soldi persi.
Attenzione però a non bluffare, perché ai ricorsi in genere seguono le verifiche con registrazioni segrete e potrebbero essere dolori in termini di sanzioni.
2. Le sanzioni!
Vale la pena di ricordare che non sono più relativamente basse come una volta (tra i 1.000 e 3.000 euro), importi per cui qualcuno pensava: “tutto sommato vale la pena di rischiare… !?!”
Ora si parla di sanzioni fino a 10.000 euro e ci sono notizie anche di denunce alla Procura della Repubblica.
Come dire. Cari musicisti, se proprio volete lucrare sul borderò… SUONATELI veramente i vostri pezzi e soprattutto lasciate perdere gli amici che vi danno il bigliettino con su scritto: “per favore, segnami questi pezzi… !?!”

Prima di concludere devo togliermi un sassolino dalla scarpa in merito agli alti costi della nostra “cara” Siae. Alti costi che, depauperando a monte i budget, disincentivano gli eventi e finiscono per ricadere sui musicisti che, essendo l’ultimo anello della catena, vedono i compensi sempre più in caduta libera.

Per contro La PSR (la consorella della Siae nel Regno Unito), ha le tariffe molto inferiori rispetto alla nostra “cara” Siae (nei pub, quasi un decimo che da noi) … e tanti musicisti italiani che hanno suonato in Inghilterra, Irlanda, ecc. mi hanno riferito che da quelle parti non hanno mai visto un borderò. Evidentemente, ai musicisti sta bene così. Considerate le tariffe bassissime, non hanno interesse ai diritti d’autore e i pur tanti che si iscrivono alla PSR lo fanno evidentemente solo per la tutela dal plagio,

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Conclusione.
La musica DAL VIVO nei pub del RU va ancora alla grande, mentre nel nostro paese è in continuo trend negativo!

(*) Vale la pena di ricordare che nel 2015, l’unica storica riduzione tariffaria operata dalla Siae fu quella per le prime Comunioni (ridotta a 99 euro + Iva) e per gli anniversari (scesi a 79 euro + Iva) fu ottenuta per interessamento del nostro sodalizio SOS MUSICISTI.
In precedenza, sia per le prime Comunioni che il “compleanno del nonno” si pagava come per i matrimoni!

http://www.sosmusicisti.org/siae-operative-le-nuove-tariffe/

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Una pizza. due bruschette e un bicchiere di birra.

Buona musica.

Tessera SOS 2023