CODICE DELLO SPETTACOLO

Il 22 novembre 2017, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il CODICE DELLO SPETTACOLO.
La legge di riordino dello Spettacolo dal Vivo che aveva preso il via nel 2008 con gli allora deputati Gabriella Carlucci e Emilia De Biasi.
Successivamente rilanciata nel 2016 dall’On. Roberto Rampi e infine promossa come Disegno di Legge (DDL) dalla XVII Commissione del Senato (Cultura e istruzione).

Roberto Rampi

di-giorgi

Come era immaginabile, dopo tanti anni di attesa, ci troviamo di fronte ad una legge estremamente corposa la cui gran parte tratta di incentivi economici. Però, per la prima volta c’è un incremento del FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) in direzione dello Spettacolo dal Vivo di tipo popolare, come la musica non classica.
Vale la pena di ricordare che a tutt’oggi il FUS, (circa 340 milioni nel 2017) quasi per metà destinato agli Enti Lirici, per il resto al cinema,  teatro, danza, circo e spettacolo viaggiante.

Senza entrare nel merito dell’intero dell’intero corpus della legge ci preme evidenziare quanto riguarda direttamente le finalità di SOS MUSICISTI, e cioè il riordino e la semplificazione burocratica che è stato inserito nella lettera “L” dell’art. 2, comma 4:

“Riordino e introduzione di norme che, (omissis), disciplinino in modo sistematico e unitario, (omissis), il rapporto di lavoro nel settore dello spettacolo, (omissis), tenuto conto del carattere intermittente delle prestazioni lavorative con riferimento alle  specificità  contrattuali  e alle tutele sociali, anche PREVIDENZIALI e ASSICURATIVE”

Poche righe che impongono al governo (… ormai al prossimo) di rivedere il caotico sistema previdenziale che denunciamo da sempre, principale responsabile del sommerso dilagante, le tante inutili complicanze burocratiche, ecc.
Parrebbe che la memoria/denuncia di SOS MUSICISTI che abbiamo fatto pervenire da subito, nella prima fase, quella della Commissione Senatoriale, abbia sorto il suo effetto.

Verrebbe da dire: “Ah! Finalmente ci siamo”, ma è ancora troppo presto per ritenersi soddisfatti. Perchè?

Il Codice dello Spettacolo è una legge cosiddetta  “di delega”, cioè: non è un insieme di norme che hanno effetto immediato, ma una legge che IMPEGNA IL GOVERNO ad emettere una serie di provvedimenti, entro un certo periodo. Dodici mesi in questo caso.
Quindi saranno i Ministeri di competenza del prossimo Governo che avranno il compito di trasformare questa legge in cosiddetti “Decreti legislativi (anche chiamati decreti Attuativi).
I decreti dovevano uscire entro 12 mesi, … sono già  passati tre anni!