Registro dei musicisti

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IL REGISTRO DEI MUSICISTI
(argomento correlato al cap. 1)

La necessità di un “registro speciale dei musicisti” (detto impropriamente “albo”), da tempo agognato e persino previsto da vari tentativi di disegni di legge degli ultimi anni ultimi anni, nasce da tante esigenze tra le quali, per brevità, riportiamo solo una, forse la più urgente:

CONTRASTO AI FALSI MUSICISTI.

A fine anni ’80, grazie a tecnologie mai prima immaginabili, si ebbe una massiccia diffusione di tastiere elettroniche automatizzate. Tastiere che potevano eseguire intere orchestrazioni semplicemente componendo accordi con la mano sinistra. Di lì a pochi anni la tecnologia fece ancora un ulteriore passo in avanti con tastiere in grado di eseguire in automatico interi brani, spesso con qualità molto prossima ai CD. Per intenderci: le cosiddette “basi”.
Improvvisamente tantissimi, che fino ad allora si erano limitati a fare gli animatori/cantanti o poco più, con spregiudicata ciarlataneria cominciarono ad utilizzare il playback nella maniera più subdola, cioè mettendo le mani su strumenti che non avrebbero mai saputo suonare.
Per inciso: costoro hanno anche dato il colpo di grazia alla già carente educazione musicale del pubblico, facendo apparire il mestiere di musicista (quello di pianista in particolare) come facilissimo e alla portata di tutti. Si può dire: “Alla faccia di chi ha studiato anni e continua a studiare tutta la vita (perché questo richiede il mestiere)”

A seguire, con la dilagante diffusione del Playback (spesso imposto dai gestori di sale da ballo), la ciarlataneria si è estesa ad intere orchestre al punto che oggi i palchi delle balere pullulano di “mimi”. …  E i musicisti?… A casa senza lavoro!

Fermare il playback è impossibile, è troppo tardi e, in fondo, è sempre esistito (seppur per motivi tecnici), ma arginare la ciarlataneria è possibile. Ad esempio: istituendo l’obbligatorietà di un certificato di abilitazione specifico per lo strumento con cui s’intende presentarsi al pubblico..


ESAME DI ABILITAZIONE  ?

Per arginare il fenomeno dei falsi musicisti, laddove gli aspiranti siano privi di titoli o adeguati curriculum,  Il REGISTRO SPECIALE DEI MUSICISTI, dovrebbe prevedere un esame di abilitazione presso specifiche commissioni. Non è impossibile!
Gli iscritti dovranno rispettare anche delle specifiche REGOLE DEONTOLOGICHE.


NOTE:

  • Trattandosi di un registro di abilitazione a un “mestiere”, non si potranno escludere i musicisti non titolati, ma che SANNO FARE BENE il loro lavoro sul palco e magari lo fanno già da tempo.

La storia della musica insegna che tra costoro si annoverano dei big indiscutibili. Uno tra i tanti: Charlie Parker. La musica (scritta) pare la leggesse a stento. Nelle orchestre dell’epoca si metteva di fianco a qualche altro saxofonista, in un baleno imparava a memoria “ascoltando” e poi era lui il big della serata…

  • Il REGISTRO non potrà essere prerogativa esclusiva di chi esercita  unicamente il mestiere di musicista.Nessuna legge può proibire a chicchessia di fare più di un lavoro.
    Semplicemente il “doppio lavorista” deve pagarci i contributi e le tasse, come vuole la legge
    .
  • Una grossa gaffe inerente il comma 188 nella tentata legge di riforma della passata legislatura.

Nell’ex Disegno di Legge 1550 (art. 4, comma 5), quello di cui si parla nell’introduzione, si tentava di ridimensionare i gravi problemi causati dal famigerato “comma 188” consentendone l’applicazione solo se il lavoratore era iscritto al previsto Registro Nazionale degli Artisti.
Una autentica stortura della finalità del Registro. Gaffe da non ripetere.

Infatti, nel DDL era scritto testualmente:
“Per le attività di spettacolo a carattere commerciale è prescritto l’utilizzo degli iscritti al registro dei lavoratori dello spettacolo di cui al comma 1.

Fin qui… tutto bene, ma il comma proseguiva:
In caso di utilizzo di personale non iscritto al registro di cui al periodo precedente, non si applica quanto disposto dal comma 188 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, successivamente modificato dall’articolo 39-quater del decreto-legge 1 ottobre 2007, n. 159.”
Ma dal momento che nel DDL l’iscrizione era d’ufficio per coloro che avevano un certo numero di contributi Enpals e… tanti CIARLATANI i contributi li hanno eccome, giacché pur di calcare palchi, “si sono messi in regola”. Ci ritroveremmo ancora una volta tra i piedi i finti musicisti con tanto di iscrizione al registro come ORCHESTRALI. … E  addirittura con esenzione dall’eventuale esame di abilitazione !?!

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