Manifesto dei Musicisti in continuo aggiornamento

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ultime modifiche: 01.08.17
Perfezionata la bozza di definizione la bozza di MUSICA DAL VIVO.
– Capitolo 3, terzo sottocapitolo -

 

Il MANIFESTO DEI MUSICISTI è una esposizione in 4 capitoli
delle principali criticità che affliggono il mondo della musica e dei musicisti,
le cui conseguenze  hanno portato il settore a detenere
il deplorevole primato del
LAVORO SOMMERSO.

E’ difficile da credere, ma, anche se non esistono stime ufficiali,
si presume che il “sommerso”
superi il 90 %.


perche-e-per-chi

  • Perché sia d’aiuto al legislatore in un processo di riforme non più rinviabile. Allo scopo, il dossier non poteva essere sintetico perché, unitamente al caos normativo, impera la DISINFORMAZIONE e il rischio di fraintendimenti è molto alto.
  • Perché sia d’aiuto ai musicisti stessi, giacché il settore è così eterogeneo che problemi per taluni gravissimi sono irrilevanti per altri e viceversa.

la-struttura-del-documento

  • I quattro capitoli sono integrati da argomenti correlati (sottocapitoli) e alcune proposte legislative.
  • A seguito della incombente grave crisi economica, le questioni affrontate sono solo quelle le cui soluzioni non imporrebbero costi rilevanti per lo Stato. Anzi, liberare la musica dalle catene della burocrazia ha costo ZERO!

costo-zero

Di seguito l’INTRODUZIONE e il SOMMARIO,
dai quali, con dei comodi link, si può accedere ai 4 capitoli, ai vari sottocapitoli e approfondimenti,
e ad alcune bozze di proposte di legge.

il documento è “work in progress”

Inviare commenti e suggerimenti a: info@sosmusicisti.org


introduzione

Non è una novità che nel mondo della musica regni un disordine legislativo che non ha pari in nessun altro settore. Alle normative, di per se obsolete, si sono aggiunte nel tempo le innumerevoli riforme sul lavoro, le quali non hanno mai tenuto conto della estrema atipicità del mondo dello spettacolo.

Le nostre lotte, le nostre richieste di legalità, continuamente scavalcate dall’incessante susseguirsi di pur altri gravi problemi, oggi sono ancora una volta a rischio di disattenzione per ciò che di peggio non poteva accadere: una crisi economica senza precedenti, foriera di disoccupazione e recessione.

Principale obiettivo di questo documento è quello di dimostrare che gran parte delle nostre criticità sono di carattere burocratico, quindi risolvibili nonostante la crisi. Cioè, con interventi legislativi A COSTO ZERO!
Occorre solo ATTENZIONE e BUONA VOLONTA’.

Riassumendo:

triste-situazione-musicisti

  • Impossibilità di adattarsi a normative non scritte per loro.
  • Lavoro rarefatto, nel sommerso e con compensi al di sotto del comune senso del decoro, anche a causa della presenza incontrollata sul mercato di quanti lavoratori dello spettacolo non sono, ma che, grazie alle moderne tecnologie “fingono” letteralmente di essere musicisti.
  • Impossibilità di costruirsi una posizione previdenziale. Tantissimi hanno messo da tempo i capelli bianchi e dovranno vedersela con una triste vecchiaia da indigenti.
  • Alti costi dei diritti d’autore (Siae) che, depauperando a monte i budget, finiscono per ricadere sui cachet già bassi di per se per tante varie ragioni, tra cui la crisi economica.

aspetto-culturale

  • La musica dal vivo sta andando in malora sopraffatta dal playback dilagante e dalla deejaymania, e l’ineducazione musicale ha superato ogni limite. La gente chiama “tromba” il clarinetto, il sax e qualsiasi strumento si suoni con la bocca e i bimbi si stupiscono che la fisarmonica funzioni senza “pile”.
  • Le scuole di musica (non statali), unico baluardo al disastro di cui sopra, sono sopraffate da palestre, piscine, scuole di calcio, volley, scherma, judo, karate etc. Scuole queste che hanno tutte la medesima caratteristica: non occorre studiare.

Per contro, nella scuola pubblica, mentre oltre 80 – tra Conservatori e Istituti parificati – continuano a titolare migliaia di disoccupati della musica (6.000 nel 2012, per un presumibile totale che supera abbondantemente la soglia dei 100.000), si assiste impotenti al grande paradosso: manca il pubblico! Continua a mancare (come detto sopra) l’educazione musicale di base. Quella che in altre nazioni comincia dall’asilo.

Salvo che ai grandi eventi, ai concerti di musica classica ci sono sempre quattro gatti sonnecchianti in attesa di svegliarsi per il rituale del bis finale. Di giovani neanche l’ombra, tranne qualche allievo o collega di coloro che sono sul palco. Capita spesso che all’ultimo momento ci siano modifiche al “programma di sala”, ma non è un problema: non se ne accorge nessuno.

Paradossalmente, lo stesso sta avvenendo nei locali giovanili dove viene proposta “dal vivo” musica non classica, ma di qualità. Le esibizioni vengono percepite come musica da sottofondo tra una birra e l’altra, spesso con una sensazione di fastidio appena il volume si fa un po’ eccessivo. Solo le grandi rockstar fanno il pienone, ma non è questione di cultura, piuttosto del contrario.


sommario

Cliccare sui titoli per accedere alla premessa, ai capitoli e agli argomenti correlati!

(In calce le proposte di legge passate e future)

premessa

L’enorme ventaglio di figure professionali presenti nel settore della musica è una atipicità che, ai fini della soluzione dei problemi, è tutt’altro che agevolante.

Inoltre, la totale mancanza d’insegnamento delle regole del lavoro (a partire dai conservatori), definibile come “mancanza di professionalizzazione” o “mancanza di conoscenza del lessico professionale”, è il problema a monte, spesso foriero di incomprensioni e di sterili contrapposizioni tra i musicisti stessi.

          ARGOMENTI CORRELATI:


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- Cliccare sull’immagine per accedere al cap. 1 e in basso per i sottocapitoli -

Al di là della semplificazione delle leggi e quant’altro descritto nei tre capitoli successivi è indispensabile una regolamentazione del comparto amatoriale. Infatti, fatta eccezione per settori di nicchia, il jazz e la musica classica, in quello specifico dell’intrattenimento sono presenti SULLO STESSO MERCATO e in maniera consistente soggetti sedicenti dilettanti in evidenti situazioni di concorrenza. Purtroppo spesso si tratta di autentici ciarlatani, addirittura con “esenzioni” in loro favore (ai sensi del “comma 188).

          SOTTOCAPITOLI


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- Cliccare sull’immagine per accedere al cap. 2 e in basso per i sottocapitoli -

Le complesse regole per il pagamento dei contributi previdenziali e di altri contributi minori, unitamente alla burocrazia “da cantiere” per l’assunzione degli artisti sono tra le principali cause della dilagante EVASIONE CONTRIBUTIVA.

          SOTTOCAPITOLI


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- Cliccare sull’immagine per accedere al cap. 3 e in basso per i sottocapitoli -

Non è facile uscire dal dilagante sommerso se i costi per i diritti d’autore incidono eccessivamente sui budget degli eventi.

          SOTTOCAPITOLI


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- Cliccare sull’immagine per accedere al cap. 4 e in basso per i sottocapitoli -

Le scuole di musica  sono l’unico baluardo ad una deriva culturale musicale che non ha pari in altri paesi. Viste le comprensibili difficoltà di poterle sostenere con contributi pubblici, occorrono almeno mirate “defiscalizzazioni”

          SOTTOCAPITOLI


APPENDICE


proposte-di-legge-passate

In questa perdurante EMARGINAZIONE del settore, la SFIDUCIA e la RASSEGNAZIONE hanno ormai preso il sopravvento: NOI MUSICISTI stessi non ci eravamo nemmeno accorti che nella passata legislatura (la XVI) c’erano ben due Disegni di Legge che avrebbero dovuto risolvere i nostri problemi: l’ex C. 136 (e altri accorpati – legge quadro per lo spettacolo dal vivo) e l’ex DDL 1550 (ed altri accorpati – tutela dei lavoratori dello Spettacolo). Entrambe non arrivarono neanche alle Camere. … Cinque anni buttati al vento!

Dei due, il secondo Disegno di Legge, la cui prima firmataria era l’ex deputata Fiorella Ceccacci Rubino  (di mestiere: attrice), che a nostro avviso era il più urgente perché attinente il lavoro degli artisti, il sommerso, ecc., ormai decaduto, giace nel dimenticatoio della Commissione Lavoro, dove (per inciso) si trascinava da ben 5 legislature! E c’è di peggio: siamo ormai al 3° anno della VII legislatura (Monti, Letta e ora Renzi) e non c’è ancora nessun parlamentare (tra i ben 945) che si sia preso la briga di “rispolverarlo”.
In passato, non era mai accaduto!


proposte-di-legge-attuali

Dopo tre anni ancora di latitanza legislativa totale, a luglio 2016 vaghi accenni alla necessità di una riforma organica si trovano in una ennesima riproposizione proposta di legge per la musica dal vivo (AC. 3842 - primo firmatario On. Roberto Rampi). Proposta che, come si legge a nostro articolo link, per la quasi totalità tratta di incentivi economici, ma non di riforme.

Roberto Rampi

Più o meno negli stessi termini, il tema viene riproposto in uno stralcio da un precedente disegno di legge sul cinema. Porta il n. DDL 2287 bis, è denominato “Codice dello Spettacolo” e risulta assegnato alla 7a Commissione del Senato (referente la sen.ce Rosa Maria Di Giorgi).

di-giorgi

In data 8 marzo 2017, su specifica richiesta della 7a Commissione del Senato, abbiamo fatto pervenire una Memoria su quella che riteniamo la più penalizzante criticità del nostro comparto, il caos del sistema previdenziale e il conseguente sommerso.

Errare umanum est, …!

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